Intervista a Renato Balestra,ingegnere dell’Haute Couture

“L’eleganza è armonia”.
Renato Balestra

Renato Balestra, un’ inaspettato ritratto , un uomo dolce , colto, generoso , avventurosa e dalla misurata follia.
Non tutti sanno che è l’autore di un libro bellissimo . Alla ricerca dello stile perduto, che ha vinto numerosi premi e che è una vera fonte di saggezza dello stile . Si legge tutto di un fiato , denso di citazioni e annotazioni letterarie e filosofiche si conclude in questo modo:” A proposito , la gran parte dei fisici contemporanei , quando deve giudicare una formula , una teoria scientifica che riguarda una possibile struttura dell’Universo, usa quasi sempre un aggettivo, un aggettivo che fa la differenza tra una teoria parziale rigida e una teoria piu completa e affascinante; l’aggettivo è elegante.
Esiste dunque un’eleganza , uno stile proprio dell’Universo? Beh, avevamo promesso di occuparci di piccole cose …”

Com’è cominciata la sua passione per la moda?

Io volevo fare il musicista perché ho studiato venti anni pianoforte, ma i miei non volevano facessi qualcosa di artistico.
Provenendo da una famiglia di ingegneri e architetti mi iscrissi ad ingegneria , davo pesino lezioni private.
Credevo di essere stato un asino come ingegnere invece una volta su un aereo mentre andavo in Giappone incontrai un signore che mi disse che era grazie a me , alle mie lezioni , che era poi divenuto ingegnere, mi disse di aver scritto un libro di ingegneria dedicato a me, perché ero stato fondamentale nella sua formazione . Ero bravo ma non me ne rendevo conto e comunque c’era dietro l’angolo la medusa della moda, ho cominciato un per caso, poi però mi ha appassionato…

 

L’ingegneria e la moda sembrano due mondi completante opposti…

C’è un eleganza anche nella matematica, una formula riuscita bene è anche elegante, la musica di Bach è matematica allo stato puro e genera armonia …

Si concede delle follie?

Ho i piedi piantati per terra e la testa fra le nuvole, si amo fare le cose più pazze del mondo ma sempre mantenendo un controllo.
Fare ventotto ore di aereo per stare la sera in un posto. Non mi piace essere in balia delle cose mi piace controllarle mi piace essere sempre conscio.

Che ricordo ha degli anni di Casa Balestra a via Sistina?

Gli anni di Casa Balestra sono stati esilaranti, avevo fatto una trasmissione per Rai due che si chiamava Rosa Chic , parlavo dei colori partendo dalla teoria dei colori di Ghoethe e di tantissimi aspetti della moda , talvolta anche quelli futili e modani…
Mi ha affascinato molto, avevo la fama di essere un uomo freddo ma fare televisione mi ha aiutato a diventare simpatico alla gente sfatando il mito della freddezza perché al contrario ho un fuoco dentro !

La potremmo definire il re del blu , come Valentino lo è stato del rosso ?

L’uso di questo particolare blu nelle mie collezioni non è stata una cosa stabilità a tavolino…
Da bambino quando mia madre mi comprava dei vestiti io sceglievo sempre il blu, da ragazzo dipingevo e mischiando i colori è venuto fuori un colore blu …. che è diventato un blu speciale, ma sono stati i giornalisti a parlare del blu Balestra

Il suo rapporto con i colleghi italiani?

Ho molti più rapporti con i francesi anche perché amo molto Parigi .
Alle Filippine incontrai Mark Bohan, il disegnatore di Dior, raccoglieva conchiglie sulla spiaggia … Fu un bell’incontro.

C’è un abito, una sua creazione a cui è particolarmente legato?
Ho vestito per anni la regina di Tailandia Sirikit e quasi ogni anno facevo una sfilata per lei .
Un anno ho creato un mantello di orchidee dal lilla scuro al bianco intrecciate su una rete argentata, è stata una delle mie follie.
Nel palazzo della regina c’erano degli artigiani, orefici, vetrai e istruendoli, durante la notte hanno intessuto un mantello di orchidee , è il vestito più caro del mondo ma che dura una solo una notte…

Da dove trae ispirazione per le sue creazioni?
L’ispirazione è un’emozione, un’ emozione suscitata da un quadro, da un’ amore.Sono molto soggetto alle emozioni…
Ho una casa a Maiami che adoro e lì spesso creo, un anno invece sono salito sull’ aereo, i miei collaboratori si aspettavano che avessi disegnato la collezione ma non avendo combinato nulla disegnai tutta la collezione sull’aereo , una volta sceso era fatta…

Il suo rapporto con il senso di colpa ?

Tremendo perché ho un io rigidissimo, quando c’è qualcosa che non è in armonia con me, con il mio mondo, mi sento tremendamente in colpa, talvolta anche per banalità come non aver salutato un amico per strada …

Il rapporto con sua madre?

È stato un rapporto viscerale io ho dipeso da lei e lei da me , abbiamo vissuto in simbiosi.
Era una donna molto colta ed è stata lei a farmi scoprire la musica, l’arte…
Giocavo con lei …. mi fa commuovere… ,sono anni che non ricordavo queste cose …, mi mettevo sul pianoforte e suonavo la vedova allegra per farla divertire .
Ma è stato anche un rapporto chiuso, non avevo amici da giovanissimo perché mi bastava l’amicizia di mia mamma, quando ebbi il mio primo amico tornai a casa trionfante, emozionato, dicendogli:” mamma ho un amico!”

L’amore che posto ha nella sua vita ?

Arriverò a cent’ anni e sarò innamorato…, come si fa aviere senza amore, è un insulto alla creazione…

È innamorato in questo momento ?

Certo, senza amore non si può vivere e la linfa vitale ma non l’amore così … esercitato …che va bene anche quello …
Mi ricordo un capodanno ero solo su un’isola sperduta , ero solo che più non si può , ho trovato un amore temporaneo che mi è bastato per essere meno disperato, è stato bellissimo L’ amore ha tante sfaccettature certo l’amore con l’A maiuscola è un’altra cosa …

Le piace viaggiare ?

Si, sono molto avventuroso , mio padre quando studiavo ingegneria per ricompensarmi della mia bravura, sebbene io pensassi sempre di essere un asino, mi regalò un giro intorno al mondo, è stata la più grande lezione di vita. Nessun libro insegna tanto quanto il viaggiare, se si viaggia con occhi e cuore aperti.

Cos’è l’eleganza per Renato Balestra ?

L’eleganza per me è armonia , armonia nel vestire nel comportarsi in tutto …

E lo stile ?

Ho scritto un libro: Alla ricerca dello stile perduto, edito da Rizzoli, una citazione proustiana , ha vinto due premi .
Ci sono vari capitoli che descrivono lo stile in vari momenti della vita .
C è uno stile in tutto, nel ricevere ospiti, nel divorziare …

Una donna che avrebbe voluto vestire?

Ho vestito le donne più belle del mondo ma l’unica donna che non ho mai vestito ma che adoro è Marlene Dietrich.
La vidi una sola volta a Parigi , ero solo, cantava e buttava giù una pelliccia di volpe, era quasi nuda.Conosco tutte le sue canzoni, cantava mischiando lingue, aveva un fascino perverso, ho conosciuto i suoi amanti, ma non racconterò i particolari, non voglio distruggere il mito …
Non aveva una grande voce, ma erano tutti ai suoi piedi, questo è il fascino, un difetto che può diventare sublime , questo dipende dalla grande personalità…
L’ha vestita per anni Jean Louis, è stata la prima donna a vestirsi da uomo . Anche da anziana si curava molto, una salutista .

La sua eredita artistica ?

Non mi interessa, nell’ ultima sfilata mi hanno chiesto :” ma questo è Botticelli che differenza c’ è tra lei e Boticelli ?” Nulla solo che i nostri nomi iniziano con la B …
Pensi a Beethoven, Verdi, cosa importa a loro di ciò che resta, interessa a noi …
La cosa più bella che ha fatto Verdi prima di morire è lasciare una casa per artisti indigenti, questa è una cosa bellissima .

Lei è un uomo generoso?

Si, io spendo pochissimo per me ma spendo molto per gli altri per far felici le persone che amo.
Lo sono e non solo materialmente, mi metto sempre in discussione, fa parte di una cera generosità emotiva , talvolta mi ritorna talvolta no…
Se qualcuno mi tende una mano quella mano la ricordo per tutta la vita .

2017-06-16T22:43:39+00:00

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