Robert Mapplethorpe tra sesso e bellezza

“Se avessi una sola notte da vivere e dovessi scegliere tra soldi, il sesso e l’arte, non avrei dubbi, io sceglierei il sesso.(…)Quanto più si ha esperienza del sesso meno se ne conosce. Negli anni passati ero coinvolto in situazioni più severe di tipo sado-maso ed anche le foto di quel periodo sono molto diverse dalle attuali. Dico questo per far capire che l’elemento autobiografico è tutto nel mio lavoro”.  (Robert Mapplethorpe )

 

Skull 1988, printed 1990 Robert Mapplethorpe 1946-1989 ARTIST ROOMS Acquired jointly with the National Galleries of Scotland through The d’Offay Donation with assistance from the National Heritage Memorial Fund and the Art Fund 2008 http://www.tate.org.uk/art/work/AR00223

 

Se non fosse morto di Aids tra meno di una settimana Robert Mapplethorpe compirebbe 69 anni. Sarebbe certamente uno splendido uomo, pieno di vita, di uomini bellissimi e certo, ci avrebbe continuato a regalare scatti memorabili.

Nulla per lui fu più importante di una buona scopata e della bellezza che cercò ovunque, nelle spumeggianti erezioni dei suoi uomini come nei petali di un fiore  o nello sguardo di un bambino.

Coniugò, come solo i grandi geni sanno fare,  trasgressione dolcezza e amore, il sesso fu quasi una ragione di vita, la linfa che lo portò a cercare la bellezza ma  anche la sua più grande dannazione .

Frequentando ambienti equivoci e uomini di colore troppo promiscui, per usare un eufemismo, si ammalò di Aids.

Robert Mapplethorpe nasce nel Queens il 4 novembre del 1946 da una famiglia cattolica osservante, è il terzo di sei fratelli e cresce a Floral Park, a Long Island.

Omosessuale, geniale, vive nella sua pienezza gli anni folli vitali e trasgressivi della New York anni settanta di cui  condivide tic disillusioni e trasgressioni di una intera generazione. Robert Mapplethorpe sin da adolescente è attratto dalla pornografia che nella maturità  riuscirà, con eleganza  michelangiolesca,  a trasformare in opera d’ arte in una commistione di linguaggi dove immagini commerciali mutuate dalle sottoculture gay anni ‘70   si trasformano in sublimi composizioni raggiungendo una perfezione stilistica degna di un pittore del rinascimento.

Frequenta Andy  Warhol le sue faste trasgressive e  la famosa discoteca di New York  Studio 54,  ama il rock, la droga e gli uomini .

Per un certo periodo va a vivere con l’ amica di una vita Patti Smith ed è  lui a scattare la foto di copertina dell’album Horses Riprende.

Il suo stile si declina in  perfezione formale,  seduzione ed  eleganza sofisticata, un’eleganza che troverà la sua massima affermazione nella serie dei fiori.

Nel 1970 ha una relazione con il modello David Crowland  che presenta Robert  al curatore della sezione fotografica del Moma di New York seguiranno i riconoscimenti più importanti ed una personale  alla celebre Light Gallery  che lo consacrerà maestro indiscusso della storia della fotografia.

Negli stessi anni comincia una nuova relazione con Sam Wagstaff che compra un  loft a Bond Street dove  vivranno insieme fino alla morte di Sam per Aids .

Sarà Sam a regalargli la prima Hasselbland che gli permette il controllo totale della scena e con cui  realizzerà  capolavori come la serie di foto controverse e scandalose The X Portfolio.

Mai soddisfatto cerca tecniche sempre più sofisticate raffinate e costose, stampa al platino alla ricerca di lusso e sofisticherie formali.

Una delle sue dichiarazioni più importanti sulla fotografia fu: “E’ tutta una questione di luce”.

Robert Mapplethorpe muore di Aids il 9 marzo 1989, così lo ricorda Patti Smith:

“Ci salutammo e lasciai la stanza. Qualcosa mi spinse a tornare indietro. Era scivolato in un sonno leggero. Restai a guardarlo. Così sereno, come un bambino vecchissimo. Aprì gli occhi e mi sorrise. “Sei già tornata?” Poi si riaddormentò. L’ultima immagine di lui fu come la prima. Un giovane che dormiva ammantato di luce “.

Come accade ai grandi maestri della storia dell’arte la sua importanza continua a crescere negli anni e tanto più le sue foto subiscono censure tanto aumentano le sue quotazioni.

La Fondazione Robert Mapplethorpe si occupa di gestire il suo patrimonio e di promuovere la fotografia e la lotta contro l’Aids.

 

http://www.mapplethorpe.org/portfolios/

2017-06-16T21:56:49+00:00

Leave A Comment