Cathleen Naundorf tra Haute couture e arte

“Sotto certi aspetti, il mio approccio è simile a quello di un regista, che costruisce un mondo incantato nella propria mente e poi gli dà vita attraverso la pellicola”.

(Cathleen Naundorf)

Cathleen Naundorf è nata a Weisenfels in Germania nel 1968. Nei primi anni ‘90 ha iniziato a lavorare come fotoreporter fotografando gli abitanti di tante  parti del mondo come gli Yanomami in Amazzonia, i Mongoli, i  Kazakhstanis sui monti Altai e gli sciamani in Yakutia, Sibiria.La  grande amicizia con Horst P. Horst porta  Cathleen Naundorf ad interessarsi di fotografia di moda .Naundorf cercò il numero di Horst nella rubrica telefonica di New York quando era ancora  ventenne e  lo chiamò : “Gli ho detto che ero dalla sua città natale .Mi disse di raggiungerlo da New York. Così feci, fu un incantesimo, è stato il mio mentore, ha inciso sulla mia formazione, soprattutto per quanto riguarda la tecnica, intesa come organizzazione e preparazione degli shooting. Quando sei giovane, vai costantemente alla ricerca di qualcuno che ti indichi la strada, trasmettendoti i valori necessari per crescere e sviluppare un tuo stile, la tua personalità. Horst è stato tutto questo per me”.Effettivamente fu l’incontro che le cambiò la vita anche se Cathleen Naundorf non ha mai lavorato direttamente con Horst che morì nel 1999 a 93 anni, ma  racconta di aver parlato con lui al telefono quasi ogni giorno per anni .”Lui mi dava consigli, era sempre  così ben vestito e pieno di buone maniere vecchio stile”.Nel 1997 inizia a  fotografare per Condé Nast i  backstage  delle sfilate parigine.Nel  2000 si forma definitivamente il suo stile iniziando a fotografare con la Polaroid e con  fotocamere di grande formato.Dal 2005 al 2011, Naundorf  crea la serie di fotografie Un rêve de mode ottenendo l’accesso agli archivi di case di moda come Chanel, Dior, Gaultier, Valentino, Saab, Lacroix e Philip Treacy.Nel 2012 esce il libro fotografico Haute Couture: le Polaroid di Cathleen Naundorf, un’edizione limitata pubblicata dalla casa editrice Prestel.

Sull’uso della Polaroid dichiara che : «Le Polaroid mi hanno da sempre attratta, sin da bambina, quando ho cominciato a dipingere», spiega la fotografa tedesca. «Trovo che abbiano molto in co- mune con la pittura: in particolare, le imperfezioni proprie di questi supporti rappre- sentano una delle meravigliose ragioni per cui ho deciso di utilizzarle. Imperfezioni palesemente in contrasto con il mondo in cui viviamo, che invece è “ritoccato alla per- fezione”. Ma essere imperfetti è umano, quindi straordinario. Perché non esaltarlo?”.

Dal 2011 la  Naundorf ha lavorato  con Valentino Garavani a diversi progetti, tra cui Una storia italiana e la documentazione fotografica della collaborazione di Valentino  con il New York City Ballet. Con Valentino  ha intrapreso un’intensa relazione umana e professionale che cosi racconta : “Prima di fotografarlo con Natalia Vodianova nel 2012 alla Somerset House, mi chiese in prestito un tavolo luminoso perché voleva realizzare dei di- segni. Un autista arrivò a ritirarlo percorrendo circa 120 chilometri. Così, ebbi il coraggio di chiedergli uno dei suoi fantastici abiti da fotografare per il mio libro. Fece arrivare per me 15 capi straordinari da Roma lasciandomi assolutamente libera di fotografarli seguendo il mio istinto. Così nacque il nostro primo progetto insieme. Da allora sono diventata “di famiglia”. Valentino non è solo una leggenda come stilista, lo è anche umanamente”. Alla domanda su cos’è l’Haute couture Cathleen Naundorf così risponde : “L’Haute couture per me significa “Arts et métiers”, un connubio che lascia ampi margini di libertà e di creatività, ma che non si può certamente improvvisare. Per questo leggo tantissimo, non smetto mai di osservare, cercando di assorbire come una spugna tutto ciò che riguarda i “mestieri”. Lavorare a stretto contatto con gli stilisti è indispensabile perché favorisce un interessante scambio culturale e di reciproche visioni. Ma bisogna avere pazienza, soprattutto per venire a contatto, anche solo per un istante, con il significato più recondito di una collezione o di uno stile».Cathleen Naundorf  sceglie le modelle, le location e cura ogni dettaglio talvolta anche insieme agli stilisti : “Strade, palazzi, parchi, sia nuovi sia vecchi, possono raccontare una storia attraversando i secoli. Di solito, penso a una sceneggiatura prima di procedere con lo shooting. Sotto certi aspetti, il mio approccio è simile a quello di un regista, che costruisce un mondo incantato nella propria mente e poi gli dà vita attraverso la pellicola. Non vado alla ricerca di volti noti, ma di donne con un certo grado di sensibilità, di glamour e di carattere.Ho avuto la fortuna di vedere collezioni di una tale  bellezza, abiti che vorrei indossare prima di tutto come donna e che solo in un secondo momento immagino per vestire le mie fotografie”.In effetti la creazione di atmosfere ctanto suggestive e surreali, i tanti animali esotici che costellano i suoi scenari , l’ossessione per l’alta moda , fanno di Cathleen Naundorf un’artista unica nel panorama , talvolta noioso e ripetitivo , della fotografia di moda.

Cathleen Naundorf, colta e  sofisticata, dotata di grande maestria tecnica,  ha fatto della contaminazione tra l’alta moda la fotografia e la pittura  il suo stile .Cathleen Naundorf non è semplicemente una fotografa di moda perché la sua finalità è quella di creare , attraverso gli abiti rigorosamente Haute couture, delle vere e proprie atmosfere surreali , vintage e sospese, come in un sogno.Nei suoi lavori è possibile riscontrare l’influenza del  fotogiornalismo di viaggio, della  fotografia di moda e soprattutto della  pittura, il suo maestro è stato Horst P. Horst, tra i più grandi maestri della fotografia di moda . I suoi set fotografici sono estremamente elaborati e le modelle indossano sempre abiti di alta moda come Dior, Elie Saab, Philip Treacy e Valentino.Nelle sue foto vi è una commistione di atmosfere etere e raffinate, la sua, come è stato giustamente notato, è un’estetica romantica che evoca epoche dimenticate.Le sue fotografie sono uniche nel loro genere perché si tratta di vere e proprie scenografie che lei costruisce accuratamente, crea superfici pittoriche, la sua è una tecnica fotografica artigianale e meticolosa con forti richiami esotici , un gusto per l’esotico che ha sviluppato grazie ai suoi reportage fotografici sulle culture native della Mongolia, la Siberia e l’Amazzonia.A proposito della fascinazione per queste popolazioni Cathleen Naundorf dice :”Sono sempre stata molto interessata ai nomadi. Li amo perché  portano con loro  solo ciò di cui hanno bisogno. Sono stata una nomade per tutta la vita e lo sono ancora …”

 

 

2017-06-20T13:33:59+00:00

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