Gerusalemme , il mio viaggio piu bello

 

Tornata da Israele, in una nota piscina romana, un giovane cameriere mi porge con delicatezza dell’acqua con limone  e mi dice : “Mi scusi ma ho origliato mentre parlava a telefono e  ho sentito  che è appena tornata da Gerusalemme  , volevo dirle che io sono stato concepito proprio a Gerusalemme  da i miei genitori che erano li  in viaggio di nozze”.

La notizia non sarà certo quanto di più eclatante, ma insomma ha una sua strana poesia …

Gerusalemme si, forse è una città per amarsi ma è una città difficile, complessa dove la presenza massiccia dell’ortodossia religiosa che sia ebra o musulmana, deprime riconducendo ad un clima quasi medioevale.

Ad ogni modo ogni luogo può essere magico o terribile dipende solo dalla posizione da cui lo si guarda .

I cittadini arabi di Gerusalemme sono caldi ed accoglienti , non è difficile trovare arabi che candidamente ti dicono: “ mia madre era di Catania”, perché la dominazione araba del sud Italia, della Sicilia in particolare, è stata un dato fondamentale  per la nostra storia e cultura.

Tra i tanti itinerari possibili sconsigliato quello religioso, i luoghi di Gesù sono deprimenti, chiese brutte edificate su immaginari siti dove il profeta ebreo avrebbe fatto i miracoli e declamato verità assolute.

Se andate per esempio a Cana, famosa per il miracolo delle nozze di Cana dove i Vangeli raccontano che Gesù trasformò l’acqua in vino per una giovane coppia povera che non aveva vino a sufficienza per far divertire gli invitati, sarete delusi dalla visione di una chiesa mediocre edificata su dei ruderi squallidi che si dice siano state le mura dove sorgeva il luogo del miracolo.
Per non parlare della grotta di Nazaret, una orrenda chiesa costruita su una grotta  qualsiasi di cui era pieno il territorio arabo, ora israeliano,  all’epoca presunta in cui accaddero i fatti narrati nei Vangeli.

Per quanto riguarda i luoghi dell’ebraismo il discorso cambia: una passeggiata interessante è quella a Tsfat o  Safad, una cittadina dove si studia la Cabala e dove ci si imbatte in un’infinità di gallerie d’arte e atelier di artisti.

Tanti ragazzini parlano ancora yiddish e  indossano il caftano nero e la bombetta.

Giunti a Gerusalemme una visione interessante della città la potrete avere soggiornando al famoso Hotel  King David da dove sarà d’obbligo come prima tappa l’Israel Museum.

Il parco è meraviglioso, con opere d’ arte straordinarie , con una fontana circolare bellissima dove ci si può riposare e pensare guardando in lontananza Gerusalemme.

Il bar del museo è speciale e si può bere  un ottimo caffè arabo.

Le sale sono tante , un giorno non basta per visitarlo bene.

Non esagero se vi dico che in questo museo vi sono i frammenti di circa cinque millenni di storia da esplorare.

Tappa d’obbligo il Santuario del libro, dove sono conservati i rotoli del Mar Morto.

Scritti in ebraico e alcuni in aramaico sono manoscritti risalenti all’epoca della rivolta di Bar Kochba (8132-35) rinvenuti per caso da un pastore nel 1947.

Forse furono scritti  da asceti ebraici, gli asseni, che vissero nella zona del Mar Morto .

Il più importante rotolo è quello di Isaia che è anche il più grande e meglio conservato.

Dal santuario del libro si passa al giardino delle sculture con opere di Moore , Rodin e  Picasso.

Bellissime le ricostruzioni di alcune sinagoghe antiche tra cui spicca la ricostruzione di un’antichissima sinagoga indiana .

Molto bella la parte dedicata all’etnografia ebraica con un abito da sposa di una ragazza ebrea del XIX secolo e i costumi palestinesi, bellissimi, risalenti agli anni trenta.

Nella sala dedicata all’archeologia c’è anche la stele della “Vittoria della Casa di David”, un iscrizione frammentaria risalente al periodo del Primo Tempio  scoperta a Tel Dan , l’unico riferimento conosciuto alla dinastia di David  se si esclude la Bibbia.

All’arte moderna sono dedicate sale importanti con opere di Renoir, Pissaro, Gauguin e Van Gogh.

Dulcis in fundo, il padiglione dedicato agli artisti israeliani, tra cui Reven Rubin, Igael Tumarkin e Igael Tumarkin con le sue opere drammaticamente forti.

Insomma una città che può essere ben paragonata alla drammatica forza dei lavori  di Igael Tumarkin dove però, per una magia strana, un sortilegio inspiegabile, qualcosa di nuovo, di bello e di  inaspettato sempre rinasce.

Israele, la terra della nascita e della  rinascita, la terra promessa, la terra dell’erranza, quel luogo non luogo che ci rende tutti eternamente in viaggio, come beduini  verso il nostro desiderio, tra cadute, arresti e fughe, fuori dall’immaginario, nel deserto,   se Dio vuole…

2017-06-16T22:14:16+00:00

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