Fernanda Gattinoni, la mamy della moda italiana

Erano gli anni cinquanta, gli anni della dolce vita,  tenuti a
 battesimo da Fellini nell’omonimo film, gli anni di quel
 divismo di cui ormai non si riscontra piu traccia nello spettacolo delle odierne  star holliwoodiane.
Proprio nei pressi di via Veneto abitava allora Anna Magnani, poco distante dall’atelier di Fernanda Gattinoni e da buona romana
 la chiama dal suo balcone per avere il vestito, 
rigorosamente nero, che Fernanda le stava preparando per il
capodanno. Annarella amava  le feste con gli amici , tirare fino a
tardi e ridere di una vita che la volle   diva con gli occhi
 cerchiati da notti insonni e troppe lacrime versate per quel 
Rossellini, uomo di genio certo, ma che preferì una paffuta e
 graziosissima  ragazzotta  americana con una bocca da svenimento, 
Ingrid Bergman. 
Anche la Bergman scelse di farsi vestire dalla Gattinoni che però non
 dovette fare molti sforzi per vestirla dato che, per quanto 
bellissima, non aveva certo la personalità di Anna Magnani.  
Difatti  Fernanda Gattinoni non era una stilista  in serie , che 
regala abiti a chiunque pur di farsi pubblicità, Fernanda
vestiva l’anima delle donne, “costruiva” vestiti che potessero essere 
semplicemente un proseguimento del loro essere. Compito tutt’altro
 che semplice  ma è cio che un tempo si chiedeva agli stilisti del 
livello della Gattinoni.
 Per le sue dive era Mamy,  una mamma.
Fondamentale dunque una Mamy per creare un proprio stile e non copiare magari dalla rivale…
La Mamy di via Veneto vestì anche anche Audry Hepburn nel film capolavoro tratto da un classico della
letteratura russa Guerra e Pace, diretto daKing Vidor
del 1956.


Ma tra le due non nacque quella complicità dolce  e avvolgente
cosi rara tra le donne, di Audrey la Gattinoni pensava che “era
troppo perfettina”  e lei non amava le perfettine anche se certo la 
cifra della Olly di Colazione da Tiffany è stata prorio la sua 
infantile perfezione: occhi da cerbiatta sopracciglia  perfettamente 
simmetriche, un volto minuto e un corpo da bambina.
Tuttavia  sebbene non fosse scoccata la scintilla, la  Gattinoni
 interpretò egregiamente la sua essenza: una perfetta piccola
principessina . Per lei creò  l’abito stile impero e per meglio rendere il tratto infantile della
Hepburn ricamò sugli abiti delicati cavallini.
Dolcissimo ed elegantissimo l’abito di seta con ricami e
 applicazioni in velluto rosa e azzurri, presente
 in mostra.


Alcune  invenzioni di Fernanda Gattinoni sembrano vere sculture,
 annotazione non certo originale, dato che spesso si scomoda la scultura per parlar di
robetta per donne vanitose e smaniose d’ esser meravigliose.
Fernanda Gattinoni fu anche l’inventrice degli   abiti di crepe in seta ondulante con lavorazione a canestro che poi Valentino riprese anche se al suo genio concediamo volentieri quella che più che una copia vorrei definire,con eleganza, una citazione della grande  Fernanda.

Virginia Zullo

2017-06-23T15:31:54+00:00

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