Alexander McQuenn porta il teschio nella moda

Londra è sempre stata la città del lancio di nuove mode e tendenze, quelle vere , quelle che cambiano, come diceva  Roland Barthes, in un suo celebre libro , il sistema della moda. Ripercorrere gli stili, i mutamenti e le tendenze nate a Londra ci porterebbe ad analizzare fenomeni di vera e propria rottura nella cultura di massa come per esempio la nascita del movimento Punk con tutto ciò che ha rappresentato in termini di rivoluzione nella moda e nella musica.La motivazione di questa grande liberà creativa ha radici nella cultura popolare londinese, quella per cosi dire “bassa”, ma dove  germogliano idee e tendenze che poi s’impongono ad un livello per cosi dire  alto .Tale libertà della cultura di massa londinese è figlia di una libertà dalla  subdola dittatura del cristianesimo essendo la società britannica intrisa di un protestantesimo meno opprimente.

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Questo preambolo per introdurre un grande innovatore nella moda come Alexander McQueen a cui fu dedicata al Victoria & Albert Museum di Londra, la mostra Svage Beauty.

Alexander McQueen si è suicidato nel suo grande guardaroba l’11 febbraio del 2010, aveva quarantuno anni, lasciò un biglietto  scusandosi per non aver potuto chiudere la sua collezione a causa del suo gesto. Fu uno dei primi a frequentare le molly houses, i primi bordelli londinesi  solo per omossessuali, in una Londra libera e trasgressiva  ha inizio la parabola di uno dei più grandi stilisti di questo secolo.Dai bassifondi londinesi, arriva a diplomarsi al prestigioso college Central Saint  Martins e riesce a imporsi nelle alte vette dell’ Haute Couture rivoluzionando lo stile della Maison Givenchy .

Era affascinato dalla follia femminile, una follia che cercò di rappresentare unendo un gusto spiccatamente gotico e fiabesco ad un’idea  blasfema della femminilità, le sue non sono quasi mai donne, non ha pensato a vestire le donne Alexander McQueen quanto a rappresentare fanciulle resuscitate dal suo inconscio, fanciulle in attesa del loro carnefice o principesse violate, questo l’immaginario di un genio indiscusso della moda.

Una delle sue ossessioni figurative fu il teschio che  è sempre stato molto amato dai grandi pittori soprattutto del tardo cinquecento e che quindi spesso ricorrere nella storia dell’arte, basti pensare, per esempio, alla sua presenza vicino alla Maddalena penitente o al suo uso come simbolo della vanità di tutte le cose. Anche Andy Woarol lo usa per un suo celebre quadro, per non parare del teschio di diamanti di Hirst, a sdoganare però il teschio nella moda sarà, primo tra tutti, se si esclude la presenza nella moda punk, proprio Alexander McQueen. I suoi teschi sono diventati icone pop e molti stilisti l’hanno copiato dando lustro al loro brand con un’invenzione che si deve a McQueen.

 

 

 

 

 

 

2017-07-26T12:56:22+00:00

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