CoBrA, una grande avanguardia europea (1948-1951).

Il Cobra non è un serpente cantava Donatella Rettore e certo forse non sapeva che il cobra forse non sarà un serpente ma è in compenso uno dei più importanti movimenti artistici del secondo dopoguerra.

Tra i capolavori del periodo  Begging Children (1948) di Karl Appel, si tratta di un dipinto straordinario risultato di un viaggio che Appel fece nelle zone più devastate della seconda guerra mondiale, durante il quale fu colpito dalla vista di bambini magrissimi e affamati .

C’è poi Eine Cobra-Gruppe (1964) di Asger Jorn, un’opera mai esposta in Italia, un’altra bellissima, assolutamente da vedere, è Habitant du Désert (1951-1952) di Corneille .

Le opere provengono dai principali musei europei e da prestigiose collezioni private di tutta Europa, in particolare molte opere provengono dalla famosa galleria Die Galerie di Francoforte che fu la storica galleria del gruppo.

CoBrA è l’acronimo formato dalle lettere iniziali delle capitali dei paesi di provenienza degli artisti: Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam.

Era esattamente l’8 novembre del 1948 quando gli artisti Alechinsky Appel, Jorn, Corneille, Pedersen, Dotremont, Lucebert, Götz, Constant si riunirono al caffè dell’Hotel Notre-Dame, nel cuore di Parigi, per dare vita alla prima grande avanguardia internazionale del secondo dopoguerra.

Un vero e proprio manifesto programmatico non fu mai veramente stilato ma i punti fondamentali sui quali tutti concordarono furono il rifiuto dell’astrattismo geometrico, il rifiuto del modernismo dei post-cubisti e  la negazione della retorica del pittura socialista.

Si trattò di un vero e proprio sodalizio, questi artisti uniti anche da una grande amicizia, rivoluzionarono il modo di dipingere semplicemente riconnettendosi con le forze primitive della creatività.

La loro fu un’arte libera che non accettava formalismi di nessun tipo e che traeva ispirazione direttamente dall’inconscio .

Non vollero infatti creare uno stile nuovo ma, rimanendo ognuno libero di esprimersi , creare un movimento che si distaccava dalle scuole formali e dalla freddezza dell’astrattismo.

Se c’è un termine che qualifica il movimento CoBrA questo è libertà, un’ ansia di libertà espressiva che si può cogliere nella forza dei colori e nell’assoluta anarchia formale.

Il colore è la vera fonte di creatività per questi artisti, che ne fanno il protagonista indiscusso delle loro opere , il colore diventa provocazione e permette di liberarsi da ogni scuola formalista .

 

Uno dei punti fermi che però accomuna tutti gli artisti del movimento fu l’idea di attingere dalla dimensione irrazionale dell’inconscio interessandosi alla creatività primitiva e  infantile .

Nessuna regola dunque, libertà assoluta e ricorso anche alla parola e alla poesia.

L’ansia di liberarsi da ogni regola riscoprendo la forza materica del colore fu talmente contagiosa che gli artisti di tutta Europa furono in qualche modo stregati da questo nuovo dirompente dinamismo .

In Italia fu Enrico Baj ad aderire al movimento CoBrA, in mostra sono presenti alcuni lavori importantissimi del maestro italiano con il quale si conclude anche il percorso espositivo.

Questo movimento ha creato le basi per un’ idea di  arte libera dove il colore è protagonista assoluto .

Anni più tardi il movimento italiano della Transavanguardia, consapevolmente o no, che vide protagonisti Schifano, Cucchi, Clemente, Chia e tanti altri,  trasse linfa e si congiunse direttamente con l’atmosfera del gruppo CoBrA.

In questo senso le diramazioni e i collegamenti che il gruppo CoBrA riuscì a creare restano quanto di più fecondo si possa immaginare nell’arte.

Se davvero non ha più molto senso oggi ricollegarsi all’astrattismo geometrico e se tutto nell’arte è divenuto concettuale, il movimento CoBrA insegna che se c’è colore, inconscio, follia espressiva e libertà la pittura non morirà mai.

Molto si è scritto sulla fine della pittura ma il movimento CoBrA insegna che la pittura in sé non esiste se non nella sua materia originaria che la genera,  il colore .

In realtà il movimento durò pochi anni dal 1948 al 1951 ma fu talmente forte l’energia creativa che riuscì ad irradiare da cambiare per sempre il corso della storia dell’arte.

 

Virginia Zullo

 

2017-06-24T01:23:56+00:00

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