Mommy di Xavier Dolan

Mommy è un piccolo capolavoro scritto e diretto da un piccolo grande regista Xavier Dolan che, a soli venticinque anni, ci ha già regalato già cinque film che indagano tutti, tra l’ autobiografico e il fantasioso, l’affascinante e complesso mondo dell’adolescenza. Mommy si distingue, nel sempre più piatto panorama cinematografico, per l’ottima sceneggiatura e l’innovativa regia, si presenta nel formato 1:1 quindi un formato che porta due bande nere ai lati dello schermo.

Mommy sfrontato nelle inquadrature intrepide e sognanti, ha pure il pregio di fregiarsi di una fotografia strepitosa dove la luce calda e gialla del sole avvolge i corpi e le parole come in un sogno caldo che stride con la storia che invece è amara e difficile. Interpretato magistralmente da Antoine Olivier Pilon e Anne Dorval,  ha un plot semplicissimo: il rapporto tra una mamma che ha perso il marito di cancro da tre anni e un figlio intelligentissimo ma patologicamente aggressivo e ribelle.

Mi piace ripetere, forte di innumerevoli esempi della grande storia della cinematografia soprattutto francese, che non importa ciò che racconti perché anche una storia apparentemente debole può emozionare e coinvolgere lo spettatore se vi è la capacità rara che un regista degno di tale nome dovrebbe avere di riuscire con il suo sguardo a farci entrare letteralmente nella pelle dei personaggi. A tale scopo certo occorrono grandi attori.

Non ho potuto non pensare vedendo Mommy a I quattrocento colpi di Francois Truffaut e non solo perché anche lì si racconta la storia di un adolescente ribelle che non accetta regole e restrizioni e che anela alla libertà, ma perché Xavier Dolan pare aver assorbito l’insegnamento della novelle vague lui che, a soli venticinque anni, forse non sa neanche chi sia Truffaut.

Una trovata visiva geniale è l’apertura dello schermo da parte del protagonista nel momento in cui la storia raggiunge il suo climax.

Come accade per ogni buona regia anche in questo caso la colonna sonora del film è semplicemente bellissima in perfetta armonia con l’atmosfera generale del film.

Suggestione interessante Mommy di Xavier Dolan ha vinto ex equo con Adieu au Langage di Jean-Luc Godard il Gran Prix della Giuria a Cannes.

Interessante notare come un regista di venticinque anni può non avere nulla da invidiare all’ottantenne maestro della nouvelle vague Godard, anche questo è il bello del cinema.

Per fare un capolavoro c’è bisogno solo dell’immaginazione che non s’impara da nessuna parte e non ha età.

Virginia Zullo

2017-06-25T22:32:08+00:00

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