Guardiana di Francesca Merloni ai Musei di San Salvatore in Lauro

Approda  a Roma in scena dal 3 al 5 luglio , alle ore 21 e 30, ai Musei di San Salvatore , lo spettacolo di teatro e musica scritto ed interpretato dalla scrittrice e poetessa Francesca Merloni. Lo spettacolo è prodotto da Lorenzo Zichichi che ancora una volta propone un evento artistico di prim’ordine dove si fondono teatro, musica e poesia con la regia e la partecipazione  di un’ eccellente Gianmarco Tognazzi,  le musiche di Remo Anzovino , la scenografia di Bruno Ceccobelli .Giordano Bruno Guerri, invece , ha scritto la prefazione al libretto di scena.

Di seguito un’intervista alla poetessa  e scrittrice Francesca Merloni

Come nasce lo spettacolo Guardiana?

Lo spettacolo nasce dal testo Guardiana, dall’incontro di quattro personalità e linguaggi artistici attorno alle parole, dalla intuizione e capacità di un editore illuminato di tenere insieme tutto.La frontiera artistica è ambiziosa: entrare nella partitura sonora con la voce come uno strumento, esprimere con il corpo e la recitazione il movimento del testo, con le luci la scansione del pensiero, la recitazione e l’arte visiva che si toccano.Insomma, una voce univoca formata da quattro controcanti: poesia, musica, arte visiva, recitazione, poi la regia. Lo spettacolo nasce dall’intenzione di dar vita a tutto questo.

Francesca Merloni e Gianmarco Tognazzi nello spettacolo Guardiana

Sembra una operazione da sognatori uno spettacolo fondato sulla poesia. Come è stato reso possibile?

Sì, è vero, lo abbiamo anzitutto sognato, e poi poco a poco creato, insieme, con Gianmarco Tognazzi, Remo Anzovino, Bruno Ceccobelli e Lorenzo Zichichi. Penso che ci sia un gran bisogno di poesia e soprattutto un gran bisogno di sdoganarla e farla uscire dagli ambiti angusti dove l’abbiamo confinata, per renderci conto invece che è parte essenziale della vita e che un verso, a volte, può cambiarci.Poesia è il nostro sguardo sul reale, il modo in cui ci avviciniamo all’altro e alle cose, la traccia che lasciamo al nostro passaggio.Così, metterla al centro del suono e del senso e porgerla attraverso un’opera teatrale ci è sembrato necessario.

Un motivo per venire a vedere Guardiana?

Forse il desiderio di riscoprire il piacere di fidarsi del suono e della parola poetica -percussiva, asciutta, essenziale nello scandaglio dell’insondabile dei sentimenti- e di vedere cosa provoca in noi. Forse il desiderio di lasciarsi prendere da un ascolto emotivo profondo.

Come è approdata alla poesia e al teatro?

 In effetti arrivo da una strada diversa, ma la poesia è come un grande amore, che arriva e scompiglia tutto.Io sono stata al gioco, ho ascoltato le mie voci di dentro, ho obbedito e restituito.La poesia nasce in me anzitutto come suono, poi incredibilmente arriva il senso e scopro che i due coincidono.. ma sono più avanti rispetto a me e mi svelano qualcosa che non avevo ancora compiutamente afferrato. e questo è magico e magnifico.Quando scrivo, in qualche modo “ascolto” e mi è sembrato naturale rendere la poesia ad una oralità che era sua fin dagli inizi, penso all’aedo greco. Così la dimensione del teatro per me è naturale e bellissima, compiuta all’interno del mio cercare.

Virginia Zullo

2017-06-30T20:52:08+00:00

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