Jacques Fersen e la sua Villa Lysis

E coloro che amano la Luce vanno verso di Te.
Tu sei anche la sirena che Hanno cantato la
lira di Virgilio ed i flauti di Pan.
La molle carezza delle onde
Sulle tue rive , la nostalgia dei tuoi profumi , la frescura fluttuante delle tue ombre, sangue latini che palpita ne cuore delle tue giovani, ti rendono simile ad un voluttuoso vascello alla deriva, pieno di estasi…
E quelli che amano i Baci vanno verso di Te.
Ma tu, o Capri, soprattutto per la maestà dei tuoi atteggiamenti, per il bronzo azzurro del tuo profilo, per l’altera malinconia delle tue Leggende, per le tue pietre, per il tuo cielo,
per la grandezza crudele del tuo passato, sei la sfinge, la sfinge decapitata, accovacciata nella solitudine dei secoli all’ingresso del Tirreno, tu sei la sfinge androgina e muta che sorveglia ancora la via per la quale partì Cesare…
E quelli che amano la Vita e il silenzio vanno verso di te…
(JACQUES FERSEN)

Capri non smette  mai di vivere le tante sue vite.. agli inizi del novecento conobbe il suo massimo splendore grazie a tanti  facoltosi intellettuali che la elessero a loro  dimora, tra questi vi fu il conte Jacques Fersen che  da esule costruì quello che fu il tempio del suo stile di vita e delle sue passioni : Villa Lysis.
Luogo incantato ed incantevole il cui nome fu scelto da Fersen in memoria del giovane Liside, il giovanotto amato da Socrate a cui Platone dedica il bellissimo dialogo Liside.
Fersen, poeta ed esteta, amò la bellezza e la vita in tutte le sue forme, per la sua omosessualità in Francia venne condannato crudelmente.

Si rifugiò a Capri da esule e vi costruì la sua dimora di amore come è inciso sulla facciata principale di Villa Lysis: Amori et Dolori Sacrum , il cui significato è la sintesi della sua filosofia di vita, il dolore appartiene al passato e solo l’amore fa parte del presente e del futuro.

Nella villa, tra oppio, cocaina e  fiumi di champagne, visse con il  bellissimo,  giovanissimo e si vocifera anche superdotato … Nino Cesarini conosciuto a Roma.

LA CAPRI DI JACQUES FERSEN PASQUALE TRISORIO LUCIO AMELIO E ANCHE NOSTRA

Jacques Fersen morì incidentalmente per aver abusato di troppa cocaina disciolta nello champagne che è comunque sempre meglio di morire di cancro o di vecchiaia…
Non si pensi però che il conte francese fosse un dissoluto, amava i piaceri sofisticati e le estasi prodotte dalla buona cocaina e dell’oppio puro , ma passò tanto del suo tempo dedicandosi alla scrittura , scrisse il romanzo Il fuoco si spense sul mare ed. La Conchiglia .

Amò il convivio elegante con grandi intellettuali che frequentarono la sua  villa che prevedeva stili diversi per ogni ambiente: stile Luigi XVI , stile orientale per la famosa stanza dell’oppio, stile viennese e klimtiano e stile Art Nouveau.

LA CAPRI DI JACQUES FERSEN PASQUALE TRISORIO LUCIO AMELIO E ANCHE NOSTRA

Fersen diede anche vita ad una prestigiosa rivista letteraria Akademos che curò con grande dedizione.

Virginia Zullo

2017-07-02T00:21:38+00:00

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