Betsy Bloomingdale, regina di stile

Il 19 luglio dello scorso anno moriva, all’età di 94 anni, Betsy Bloomingdale, indimenticabile icona di stile protagonista del glamour patinato del Novecento. Filantropa, socialite ed icona del jet set internazionale, Betsy Bloomingdale, nel corso della sua lunga esistenza, costantemente vissuta sotto i riflettori, fu protagonista di feste esclusive, ma anche di scandali e tradimenti, da cui lei, forte di un’eleganza che proveniva da un animo genuino, riuscì a difendersi senza mai perdere la propria personalità.

Regina dei party e dei red carpet, dove sfilava accanto a Nan Kempner e Lynn Wyatt, Betsy era considerata una delle donne più eleganti del mondo: presenza fissa dell’International Best Dressed List a partire dagli anni Sessanta, nel 1970 fu inclusa nella Hall of Fame, grazie a quel suo stile divenuto iconico.


Soprannominata “First Friend” per la sua amicizia di lungo corso con Nancy Reagan, Betsy Bloomingdale fu protagonista indiscussa della vita modaiola: animata da un’autentica joie de vivre che si traduceva in un entusiasmo ragazzino e in un atteggiamento naïf rispetto alla vita, per cui molti l’accostarono a Pollyanna, Betty Lee Newling nacque a Los Angeles il 2 agosto 1922, figlia unica di due emigrati australiani, Vera Browner e Russell Lee Newling, ortodontista laureato ad Harvard.


Betsy fu la damigella d’onore al primo matrimonio di Gloria Vanderbilt. La giovane frequentò la prestigiosa Marlborough School: fervente cattolica, fece il suo debutto in società e il 14 settembre 1946 convolò a nozze con Alfred S. Bloomingdale, nipote di Lyman G. Bloomingdale, co-fondatore dei celebri grandi magazzini Bloomingdale’s. La coppia si stabilì a Bel Air ed ebbe tre figli, Geoffrey, Lisa e Robert.


Nei primi anni Sessanta i coniugi Bloomingdale cominciarono a viaggiare regolarmente: meta privilegiata era Parigi, capitale dell’haute couture. Betsy, sorriso gioviale e passione innata per i vestiti, nel corso degli anni arrivò a collezionare oltre 100 abiti da sera. Tra i suoi stilisti preferiti Balmain, Valentino, Chanel, Givenchy, Courrèges: inoltre la socialite prediligeva lo stile minimale e moderno di Marc Bohan per Dior. Alta e slanciata, Betsy sapeva cosa indossare ed era perfettamente consapevole di ciò che le donava.


Tra i designer più amati anche James Galanos, Oscar de la Renta, Diane von Furstenberg e Adolfo, di cui amava i capi in broccato ed argento. Dall’inizio dell’amicizia dei coniugi Bloomingdale con i Reagan, Betsy divenne una sorta di mentore di stile per la First Lady, che la elesse a suo modello. Dal canto suo, Betsy amava le dive del cinema, soprattutto Merle Oberon, mentre tra le icone di stile da lei predilette spiccava Babe Paley.


Pochi sanno che Betsy Bloomingdale rischiò di pagare a caro prezzo la propria passione per la moda: la socialite venne infatti denunciata con l’accusa di aver falsificato il valore di due capi di alta moda di Dior. Correva l’anno 1975 e i coniugi Bloomingdale erano ormai la coppia patinata più attesa ad ogni evento: tante le foto che immortalano Betsy, col suo sorriso gioviale e i lunghi abiti da sera, preferibilmente a tinte forti. Il rosso era il suo colore preferito in assoluto: il suo stile era caratterizzato da accessori scelti con meticolosa cura e tagli impeccabili. Betsy Bloomingdale è considerata una sorta di pioniera,i n quanto fu la prima donna a portare l’haute couture a Los Angeles.


Inoltre era anche solita tenere un diario in cui annotava i capi indossati dagli invitati alle cene da lei organizzate e persino i vari abbinamenti. Nel 2009 il Fashion Institute of Design and Merchandising di Los Angeles le dedicò una mostra, intitolata “High Style: Betsy Bloomingdale and the Haute Couture”, durante la quale vennero esposti oltre 60 dei capi a lei appartenuti. Provetta padrona di casa, Betsy divenne famosa per le cene che organizzava: tante sono le foto che la immortalano, bionda e algida, mentre conversa con gli invitati sorseggiando un cocktail.


La socialite pubblicò anche un libro con i suoi consigli culinari, Entertaining With Betsy Bloomingdale: A Collection of Culinary Tips and Treasures From the World’s Best Hosts and Hostesses, pubblicato nel 1994: si trattava di una raccolta delle annotazioni minuziosamente registrate nel suo diario a partire dal 1959. Lei, che considerava l’organizzazione di una festa quasi alla stregua di una forma d’arte, accoglieva i suoi ospiti con salmone e caviale.


Alla morte del marito Alfred, avvenuta nel 1981 a causa di un cancro, la socialite si trovò al centro di uno scandalo che tenne banco per mesi interi sui tabloid: Vicky Morgan, la giovane amante di Bloomingdale, venne infatti allo scoperto, rendendo pubblica la sua relazione con quest’ultimo, che andava avanti da ben dodici anni. La giovane donna rivendicò i suoi diritti sull’eredità del defunto, che avrebbe a suo dire deciso di sostenerla con un sussidio per il resto della vita.


La Morgan, che su assassinata nel 1984 da un vicino di casa affetto da problemi psichici, destabilizzò non poco l’equilibrio di Betsy: improvvisamente al centro di uno scandalo senza precedenti, la socialite non perse tuttavia il suo contegno. Da fervente cattolica, continuò a recarsi a messa ogni mattina e destinò numerosi fondi ad opere di beneficenza. Tuttavia, la relazione extraconiugale di Alfred Bloomingdale appariva come un’occasione troppo ghiotta perché la stampa se la lasciasse sfuggire: fu così che nel 1990 il giornalista ed autore Dominick Dunne, amico di lungo corso dei Bloomingdale, pubblicò un romanzo liberamente ispirato alla vicenda, intitolato “An Inconvenient Woman”.

Chiara Caputo Sibilla 

 

2017-07-18T23:52:28+00:00

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