We wear culture: la moda a portata di click

L’esclusivo progetto nato dalla partnership tra Google Arts&Culture e oltre 200 musei ed istituzioni.
Alcuni capi di moda sono entrati di diritto nell’immaginario collettivo: travalicando la mera stagionalità, assunti nella dimensione atemporale del mito, essi rivivono ora in un archivio consultabile online. Da Elsa Schiaparelli a Chanel, da Balenciaga ai costumi caratteristici di tradizioni millenarie e culture lontane dalla nostra: questo è molto altro rientra nel progetto denominato We Wear Culture, che nasce da una collaborazione inedita tra Google Arts&Cylture e oltre 200 musei ed istituzioni, sparsi in 42 Paesi del mondo.
Un progetto ambizioso, che parte da un presupposto spesso dimenticato, specie nel fashion system contemporaneo: la moda non è ascrivibile solo a logiche di mercato né può essere appannaggio di influencer e blogger. Arte tra le più sublimi mai conosciute, la moda è anche espressione delle culture e dei popoli e nondimeno testimone della storia.
La piattaforma digitale We Wear Culture rende finalmente giustizia a questo lato talvolta sottovalutato del concetto di moda, rendendo fruibile, attraverso un immenso archivio online consultabile anche da smartphone un ricchissimo patrimonio di sapere: fotografie, video e contenuti permetteranno ora al visitatore online di ricostruire anche la storia che ogni capo nasconde. Sono oltre 400 i percorsi ad hoc creati sul sito: attraverso un motore di ricerca sarà possibile accedere a qualsiasi contenuto.Una moda che viene conservata come patrimonio culturale facendo ampio ricorso alla tecnologia: ecco che sul sito si possono trovare oltre 700 immagini in gigapixel, accanto ad esperienze di realtà virtuale, per saperne di più su capi ed accessori divenuti celebri, dallo stiletto di Marilyn ai corsetti di Vivienne Westwood. Chicche esclusive che faranno impazzire gli appassionati di storia del costume riguardano anche le icone di ogni couturier, di cui sono raccolte alcune citazioni.

Tra le istituzioni italiane che hanno sposato l’iniziativa troviamo Palazzo Pitti di Firenze, il Maxxi di Roma, Palazzo Fortuny di Venezia, il Museo Ferragamo e la Fondazione Ferré, accanto a realtà internazionali, quali il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. 

https://www.google.com/culturalinstitute/beta/project/fashion
Chiara Caputo Sibilla

2017-07-26T11:39:40+00:00

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