Più buio di mezzanotte, il primo film di Sebastiano Riso 

“Io che sono niente nullità/ chi sa che Dio diventerei/se in quel che vivi fossi anch’io/se quel che fai fosse un po’ mio …”  queste le prime parole della canzone cantata da Donatella Rettore che fa da colonna sonora al film, bellissimo, Più buio di mezzanotte scritto e diretto da Sebastiano Riso, ben interpretato da Davide Capone, Micaela Ramazzotti, Monica Guerritore, Vincenzo Amato, Pippo Delbono, Rosalinda Celentano e Lucia Sardo. Si tratta del più bel film italiano degli ultimi tempi, che s’ inserisce a pieno titolo nella grande tradizione del cinema neorealista con sublimi note pasoliniane. Quando un film s’imprime nella mente attraverso una canzone possiamo essere certi di trovarci di fronte a un grande film, dove il regista ha svolto a pieno il suo compito.

Più buio di mezzanotte, ambientato a Catania, racconta l’adolescenza vera e disperata di Davide Cordova (che oggi si fa chiamare Fuxia e fa la drag queen nella discoteca Muccaassassina): la scoperta di essere gay, le violenze subite dal padre che lo forza a una cura di ormoni per “guarire”, la fuga dalla famiglia, la vita in strada.

Il film, prima ancora della questione dell’accettazione dell’omosessualità, riesce a raccontare soprattutto la fragilità e il tormento di un adolescente dolcissimo e bellissimo. Più buio di mezzanotte film dolce e spietato, in alcune sequenze, girato con una camera a spalla, riesce a far sentire il sapore del puro documentario, tanto i personaggi sembrano  reali e a sostenere anche un puro sguardo di finzione. Sebastiano Riso racconta che, quando studiava cinema, i docenti lo incatenavano davanti a tutti i film della Semaine de la critique di Cannes perché ritenevano che:  «Sono quelli i film più puri» e il suo film è arrivato  a Cannes accolto caldamente proprio alla Semaine.

Indubbiamente “puro” il film di Riso che prima di girarlo è arrivato fino alla settima stesura, vi è una purezza di sguardo talvolta disarmante, senza ammiccamenti, essenziale. Si capisce che il regista ha imparato bene la grande lezione di Godard secondo cui : “Un carrello è un fatto morale“.

Riso non indugia sulla trasgressione che riesce a far passare con eleganza mostrando uno sguardo maturo quando racconta la prima esperienza sessuale di Davide Cordova. Una sequenza magnifica che nella regia proposta da Riso riesce a sovrastare le parole e questo è davvero ciò che è ,o dovrebbe essere , il cinema…

Resta enigmatico il titolo Più buio di mezzanotte. Cos’è più buio della mezzanotte?, più buio di mezzanotte è forse l’ abisso oscuro della nostra sessualità, i suoi fantasmi e il desiderio d’amore che impudicamente vi dimora. 

https://m.youtube.com/watch?v=yylMJSsffJU&feature=youtu.be

2017-09-05T12:28:27+00:00

One Comment

  1. Silvana 5 novembre 2017 at 20:10 - Reply

    Godard :Un cartello è un fatto morale

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