Tom Ford nostalgico e glam

Ad illuminare la fashion week della Grande Mela ci ha pensato Tom Ford, inaugurando la kermesse sotto un diluvio battente. Nella cornice di Park Avenue Armory ha avuto luogo un défilé suggestivo, in cui ritroviamo l’identità primigenia dello stilista ormai famoso anche per aver portato la sua estetica al botteghino, grazie alle sue pellicole campioni d’incassi. Glam patinato in chiave Nineties, condite da un pizzico di mistero e suggestioni gotiche, in un surplus di allure evergreen che strizza l’occhio alla vecchia Hollywood: che Tom Ford fosse un maestro di stile era risaputo. Sublime interprete del gotha della moda, lo stilista ci regala una mirabile interpretazione dello stile contemporaneo, in un nostalgico revival che trae spunti inediti dal glorioso passato: sulle note di David Bowie si alternano sul défilé dark lady strizzate in scollatissimi body e crop top in stile Nineties. Ma il grunge degli indimenticabili anni Novanta si arricchisce ora di una chiave luxury che regala alla femme fatale che calca la passerella un’aura unica: tripudio di pelle coloratissima accanto a black all over, paillettes e denim, drappeggi e tagli sartoriali si danno il cambio, tra giubbini strizzati da indossare su lunghi abiti da diva hollywoodiana e denim. Tornano prepotentemente alla ribalta i codici estetici che hanno reso grande lo stile sdoganato dal designer, a partire dalle spalline, che oggi divengono esagerate, teatrali: non un mero revival anni Ottanta ma un elemento altamente scenografico, che regala alle giacchine crop tipiche dell’estetica di Tom Ford nuova linfa vitale. Sgambatissimi body da indossare con pantaloni si alternano a lunghi abiti da diva impreziositi da drappeggi in seta e tocchi sparkling. Ad interpretare i capi le mannequin del momento, da Gigi Hadid a Kendall Jenner fino all’italianissima Vittoria Ceretti. Un mega evento, più che una semplice sfilata, inaugura la collezione Primavera/Estate 2018 dello stilista, che non lesina in suggestioni tratte dal passato: c’è molto del periodo in cui lo stilista regnava alla direzione creativa di Yves Saint Laurent ma anche del periodo Gucci, forse il più fulgido che la maison italiana abbia mai conosciuto, assai prima dei fasti bohémien di Alessandro Michele. Classico e decadente, il lusso in chiave sexy di Tom Ford ci stupisce con giochi pirotecnici e in sperimentazione declinata sotto forma di elementi sportswear che si alternano a sontuosi abiti da dea. Suggestioni classiche ci riportano all’antica Grecia, tra pepli monocromatici che si arricchiscono ora di spalle importanti, in un esperimento stilistico dall’allure evergreen. Non mancano cargo pants e denim, shorts da indossare accanto a smoking ed elementi sartoriali. Audace e sfrontata, la valchiria di Tom Ford stupisce con una grinta senza precedenti che le fa indossare con nonchalance top liquidi in tessuti metallizzati e canotte, jumpsuit e trench. Incursioni nei Nineties trovano espressione nei cut out che fanno capolino dai body e nelle scollature, ma anche nelle proporzioni dei capi. Eterea ed aggressiva, la musa di Ford resta fedele all’immaginario creato anni fa dallo stilista: tra atmosfere degne dello Studio 54 e tocchi dark assistiamo ad un caleidoscopio di idee e proposte che reinventano un’estetica ormai consolidata. Un’eleganza luxury mai sterile ma sempre pregna di significati e citazioni: capace come nessuno di citare se stesso, lo stilista non si perde nell’autoreferenzialità ma sdogana nuove inusitate vette stilistiche.
Chiara Caputo Sibilla

2017-09-16T07:58:05+00:00

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