Milano Moda Donna S/S 2018, tiriamo le somme

di Chiara Caputo Sibilla

Si è appena conclusa la Milano Moda Donna dedicata alle collezioni S/S 2018: un’edizione che non ha particolarmente entusiasmato né gli amanti della moda né gli addetti ai lavori. Il leitmotiv imperante sembra essere incentrato sulla volontà di stupire a tutti costi lo spettatore: tra iconiche masquerade dal sapore carnevalesco e citazioni pseudo erudite che profumano di obsoleto, il bilancio non è dei più rosei.


Tra le collezioni più interessanti spicca Fendi, che immagina una primavera/estate 2018 nel segno di un sincretismo dal piglio futurista: è una full immersion nei tropici, in un’inedita commistione di elementi urban e grunge accattivante. Il must have incontrastato sembra essere il ritorno al logo, meglio se in dimensioni maxi, che domina all over impresso su pellicce e capispalla. Tra grafismi e ardite geometrie sfilano suggestioni surrealiste declinate in chiave techno: le mannequin sfoggiano capelli verdi e blu, in un trionfo di sovrapposizioni irriverenti e tocchi pop.
Non mancano citazioni artistiche, come le grafiche, ispirate all’opera di Giacomo Balla. In passerella si alternano nude look e cuissards dal piglio aggressivo, tessuti futuristi e mix & match stilistici che uniscono l’organza al nylon alla rete. Leggerezza è la parola chiave, per capi fluttuanti: il focus è sulle spalle, esaltate attraverso un gioco di volumi esasperati, tra scollature ardite e oblò. Certosina l’attenzione al dettaglio, dal check rubato al guardaroba maschile ai charms che impreziosiscono le nuove it bag di stagione, il mini secchiello Mon Trésor e la tote Runaway. I tropici in chiave digitalizzata divengono protagonisti indiscussi di una collezione all’insegna della contaminazione, per un’estetica pregna di nuovi significati.


Una donna combattiva e irriverente è la protagonista della passerella di Prada: in bilico tra androginia e suggestioni underground, Miuccia Prada pone le basi di un manifesto neo femminista. Un monito per le donne, affinché affermino con forza la propria personalità, in un mondo che le vede sempre più drammaticamente vittime. Anche qui dominano note grafiche e stampe patchwork dal sapore grunge.
Il mood prevalente strizza l’occhio ad uno stile indie, in un crescendo di ribellione agli schemi prefissati. Una ventata di libertà, per esprimere al meglio lo stile tomboy, lontano dalle imposizioni di una società maschilista, che relega la donna in un ruolo forse anacronistico. Lo stile Prada per antonomasia si fonde ad elementi presi a prestito dalla pop art: ad essere celebrata è l’arte di alcune artiste, protagoniste del fumetto, da Brigid Elva a Joëlle Jones, da Stellar Leuna a Giuliana Maldini fino a Natsume Ono, Emma Ríos, Trina Robbins e Fiona Staples.


Una donna cyber diviene protagonista assoluta dei cartoon che decorano tailleur dal piglio futurista: rigorosamente handmade, le stampe customizzate imprimono i fumetti sui capi che si alternano sulla passerella. Non manca un tributo a Tarpé Mills, che creò la prima supereroina di sesso femminile.
Le proporzioni over si uniscono a decori come borchie dal sapore metal e cristalli, fino a dettagli animalier, in una composizione dal ritmo parossistico che sfocia in quegli elementi underground che ci portano nella Tokyo dei Nineties. Lo styling gioca con abbinamenti inediti: il cappotto cocoon è accostato ad abiti da indossare con i pantaloni, gli shorts si indossano con le sneakers. Energetica e vitaminica, la collezione nasconde un’anima siderale che tocca le corde dell’anima.


Una full immersion nel colore sulla passerella di Giorgio Armani: garbata, sofisticata e leggiadra, la donna tratteggiata da Re Giorgio indossa una palette cromatica che sfuma in virtuosismi dégradé. E’ un’estetica nuova che strizza l’occhio al passato, rivisitandone i codici in una commistione di elementi classici e orientaleggianti.
Come un acquerello, il colore prende vita e disegna print floreali che impreziosiscono impalpabile chiffon di seta e shantung. Largo a pattern diluiti, tratteggiati con mano delicata e sapiente su pantaloni e top goffrati, trench e blazer, dress impreziositi da grafismi e capispalla su cui fanno capolino fumetti e cartoon inediti.
La primavera/estate 2018 di Armani mixa lo stile più iconico del brand a sprazzi artistici che si tingono di caleidoscopici guizzi tridimensionali: non manca il grigio, nell’acquerello dei completi dal taglio maschile, che si alternano ad abiti da cocktail impreziositi da composizioni floreali, in un crescendo di note luxury che trova il suo apogeo negli abiti da sera interamente tempestati di paillettes.

Festeggiamenti in grande stile in casa Missoni: nel 20° anniversario alla direzione creativa del brand, Angela Missoni sforna una «Party collection» che guarda al passato. Sfilano silfidi strizzate in abitini in lurex e paillettes, prezioso jacquard e reti da sirena. Note di sensualità nelle maxi scollature, suggestioni gipsy nei caftani, tocchi vintage nei copricapi maxi. Lo stile Missoni si arricchisce di una inedita nota sexy, pur restando complessivamente fedele alla freschezza che da sempre lo contraddistingue. Un compleanno importante, per il brand, che guarda ai suoi gloriosi archivi pur restando fortemente improntato alla contemporaneità.
Tempo di ricorrenze anche in casa Etro: nel 2018 ricorre infatti il 50° anniversario dell’azienda fondata da Gerolamo (Gimmo) Etro. Sulle note di Bethooven, nel Palazzo del ghiaccio di Milano allestito per l’occasione in una sorta di foresta incantata, in cui spicca al centro l’albero della vita, sfila un tripudio boho-chic, intriso di evocative sfumature folk: sembra omaggiare l’India lo stile dei capi, preziosi ed esotici. Suggestioni coloniali si uniscono mirabilmente a note romantiche nel pizzo e nei capi in crepe di seta, che si alternano a cristalli, perle e paisley all over. La palette cromatica è calda ed evoca la luce del tramonto. Largo a fusciacche e gilet, in un melting pot dal forte impatto scenografico.

Un nostalgico tocco vintage caratterizza la collezione primavera/estate 2018 di Marni: come ripresi da un baule riposto in cantina, i capi rivelano ricordi e memorie dimenticate. Romantica ed eterea, la collezione svela note intimiste in una perenne contaminazione e sperimentazione: come in un’opera di taglia e cuci, Francesco Risso scompone i capi e li disseziona, in un mix & match ricco di originalità. Ecco che i costumi da bagno divengono t-shirt, i cappotti sono decorati con vinyl e le pellicce si indossano su mini dress in tulle. Il contrasto diviene l’ultimo fashion trend di una moda vivace, in un carosello perenne in cui sperimentare è la regola.

Rigore e pulizia, linee essenziali ed esplosioni glitterate sfilano da Alberta Ferretti. Una sirena in chiave metropolitana è la protagonista assoluta della collezione P/E 2018 del brand: sensuale e raffinata, la donna di Alberta Ferretti, che ha sfilato sotto il colonnato della Rotonda della Besana, indossa costumi da bagno dai tagli anni Novanta e camicie glitterate, in un tripudio di black all over e sartorialità: largo a shorts maschili da indossare con parka in nylon, drappeggi e coulisse ad esaltare le curve, tute in jersey e incroci ad alto tasso erotico, in un tripudio di paillettes liquide. Non mancano suggestioni sporty, come le scollature, che ricordano le tute da ginnastica; gran finale con trasparenze audaci e lamé all over, per incursioni disco glam.

2017-10-06T13:02:17+00:00

Leave A Comment