PARIS FASHION WEEK: RITORNO AL PASSATO IN CASA SAINT LAURENT

di Chiara Caputo Sibilla

info@imaxtree.com

In tempi in cui l’imperativo categorico nel fashion biz sembra essere quello di strabiliare ad ogni costo, tra styling esasperati e un uso smodato dei social media, può rivelarsi scelta vincente guardare al passato, anziché crogiolarsi nel vano tentativo di inventare qualcosa di nuovo: ne sa qualcosa Anthony Vaccarello, che, per la collezione Primavera/Estate 2018 di Saint Laurent sceglie di ispirarsi a monsieur Yves, esplorandone il mondo concettuale e la personalissima estetica, che lo rese uno tra i più geniali couturier del Novecento, ancor oggi privo di eredi.
“Volevo raccontare la storia di Saint Laurent e di Parigi”, così Vaccarello ha commentato la propria ispirazione, in una collezione epica, che ha riportato in un colpo solo la celebre maison ai suoi albori: Vaccarello, nuovo re della moda parigina, sbanca i botteghini della fashion week, in una serata evento destinata a rimanere a lungo impressa nella nostra memoria, ormai tristemente assuefatta ad una moda incapace di emozionare.

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Come una marcia trionfale, la valchiria Saint Laurent squarcia la notte parigina: sullo sfondo della Torre Eiffel, percorre a falcate decise il défilé open-air, sotto gli occhi adoranti di centinaia di spettatori. In un tripudio di piume, glitter all over, pregiato satine duchesse e suggestioni glam, la donna immaginata da Vaccarello per la prossima stagione estiva sfodera sex appeal da vendere condito da una joie de vivre contagiosa. “La ragazza Saint Laurent vuole divertirsi. Non è depressa, vuole godersi la vita”, commenta lo stilista. Nella cornice del Trocadero sfila l’ambizioso progetto di Vaccarello, che, in un excursus storico, rielabora e attualizza i codici stilistici che hanno reso grande l’estetica di Yves Saint Laurent.

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In un affascinante gioco di simbolismi riviviamo l’erotismo androgino, la liberazione sessuale, come i coup de theatre tanto cari a monsieur Yves. Fiera regina della notte parigina, la sua donna ammalia con il suo charme: eccentrica e scandalosa, non teme gli eccessi e gioca sul filo del rasoio di una femminilità misteriosa e seducente, come quella delle muse tanto care al couturier, da Betty Catroux a Loulou de la Falaise.
Il défilé di Vaccarello emoziona, tra nostalgici revival e ricordi indelebili di uno dei più fulgidi periodi per la moda francese: la mente corre al sodalizio tra Saint Laurent e Pierre Bergé, scomparso appena poche settimane fa: un tributo doveroso per uno degli imprenditori più capaci, il primo a credere ciecamente nell’immenso talento di Yves. Sulla passerella sfilano volumi teatrali e proporzioni audaci, in un caleidoscopio di ispirazioni multiformi: le casacche ampie, impreziosite da ciondoli dal sapore tribale, profumano di atmosfere coloniali e ci riportano alla mente i giardini di Majorelle e la sahariana, capo simbolo di YSL; il focus è sulle gambe, lasciate scoperte da minigonne e shorts che controbilanciano le spalle esasperate.

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Largo a casacche fluide impreziosite da pattern iconici, tessuti laminati e bikini da regina della savana, skinny pants e minidress goffrati arricchiti da piume e note sparkling. Fedele all’heritage della maison ma anche alla propria personalissima estetica, Vaccarello si cimenta in una collezione rivoluzionaria dall’allure intramontabile. Regina del défilé è la giovanissima Kaia Gerber, figlia della supermodella Cindy Crawford.

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2017-10-06T12:55:58+00:00

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