ARTE E NATURA A CAPRI

di Virginia Zullo 


Parise, Fioroni, Rizzo, Ghirri, Diefenbach , breve viaggio tra arte e natura a Capri. 

 “E poi dove la troviamo la matematica pura, la metafisica del potere assoluto, la bellezza della vita, cioè i sapori , gli odori e i venti della storia? Credete a me : nel mondo soltanto a Capri” (Goffredo Parise).

 

 

Se non vi bastassero gli occhi per amare Capri allora sarà d’obbligo affidarsi ad uno dei più bei racconti che si possano leggere dedicati all’ isola dell’Amore , si tratta del delicato e sublime affresco che ne fa il grande scrittore veneto Goffredo Parise legato all’artista Giosetta Fioroni da un grande amore .  

Giosetta Fioroni fece parte della Scuola di Piazza del Popolo con Tano Festa, Mario Schifano e Franco Angeli con i quali espose alla Biennale di Venezia del 1964, la Biennale della Pop Art, da quell’anno diviene la compagna stabile di Goffredo Parise fino alla sua morte.Intorno alla fine degli anni sessanta si avvicina al mondo della fiaba e della leggenda con tele, scatole e teatrini che si aprono al mondo della memoria personale e collettiva, appartengono agli anni Ottanta le collaborazioni con scrittori e poeti. 


La Fioroni dedica a Capri sette opere ispirate alla Grotta Azzurra, una scultura per ogni giorno della settimana, le sette grotte sono state presentate alla galleria di Andrea Ingenito Contemporary Art, opere coloratissime, sembrano teatrini, fiabesche, luminose e coloratissime , sono opere d’arte- souvenir di grandi dimensioni.

La Grotta Azzurra diventa per la Fioroni un sogno dell’infanzia e nelle parole di Parise ritroviamo ancor meglio il senso di questo luogo magico della natura caprese.


“Non ero attratto dalla Grotta Azzurra pensando che si trattasse di “cosa turistica”. Quale errore ! la Grotta Azzurra è la ragione per cui tra i molti viaggi e luoghi del mondo, ho scelto come il più bello Capri . Tutti sanno che si tratta di una grotta detta azzurra perché la luce vi penetra da sotto il mare: infatti si entra da un pertugio, calandosi nel fondo della barca , e soltanto per poche ore al giorno. Ma quando si è detto si capisce che non soltanto la natura, ma si direbbe anche la storia del nostro paese ha un senso più profondo di molti altri paesi . la grande piscina che si intravede in una semioscurità appunto azzurra , con una cupola di stalattite verde fosforo , mostra un’acqua opalescente vagamente Lattea , che fa apparire i corpi immersi come scolpiti nel turchese : screziati, kraklè, sirenoidi.

Le gocce sollevate dal barcaiolo sono gocce di perla , di zaffiro controluce e di rugiada al tempo stesso . l’aria è fresca e secca . Si nuota quasi automaticamente con lentezza guardando verso un fondo di latte di mare . Non è “cosa turistica ” e assolutamente bisogna nuotarci dentro e veder nuotare quei corpi possibilmente giovani e sirenoidi . ancora una volta bisogna viverla è mai luogo al mondo si vive in pochi istanti come la grotta Azzurra.”

Anche lo scultore Giacomo Rizzo s’ispira ad una grotta di Capri per realizzare l’opera Matermania esposta nella Galleria di Andrea Ingenito ma che presto sarà collocata a Villa Lysis, altro luogo incantevole dove il paesaggio caprese si mostra in tutto il suo sfavillante splendore . 


Il nome della grotta Matermania è legato alla divinità a cui essa era dedicata, la dea Cibele, la Mater Magna dei Romani, la dea figlia della natura e degli animali alla quale venivano tributati complesse cerimonie e sacrifici.

La futura collocazione dell’opera Matermania a Villa Lysis è in perfetta armonia con la storia della villa costruita ed appartenuta al barone Jacques d’Adelswärd-Fersen che, nella notte del 25 agosto 1910, allestì nella cavità della grotta un tableau vivant insieme ad alcuni suoi amici. L’antro, illuminato dalle fiaccole, venne disseminato di tappeti e cuscini e venne sistemato un piccolo altare, la rappresentazione che forse voleva richiamare gli antichi riti romani, si protrasse per tutta la nottata fino all’alba, momento in cui sopraggiunsero i carabinieri che arrestarono i presenti. Il barone Fersen, per evitare l’onta dell’espulsione, si allontanò dall’isola andando a soggiornare per un periodo a Napoli dalla sorella.

Una storia curiosa che mostra però quanto natura e cultura a Capri siano un tutt’uno .

Non poteva in questo viaggio mancare la fotografia, ed è Luigi Ghirri ad immortalare Capri in scatti indimenticabili.

Nell’intento di Ghirri il suo viaggio fotografico a Capri, appartenente al suo famoso progetto fotografico Paesaggio Italiano, vuole restituire i tipici paesaggi capresi, dai Faraglioni all’Arco naturale, dal Monte Solaro alla Certosa di S. Giacomo, di Axel Munthe a Marina Piccola, abusati da un’ immaginario di massa che ne ha fatti stereotipi per la pubblicità da cartolina, in qualcosa che invece si avvicini alla più autentica e addirittura mitologica storia di Capri.

 Inoltrandosi nella Certosa di San Giacomo ci si ritroverà estasiati di fronte agli enormi quadri del pittore Karl Wilhelm Diefenbach (Hadamar, 21 febbraio 1851 – Capri, 15 dicembre 1913) , dedicati a Capri.


 Diefenbach fu un pioniere del nudismo e del movimento pacifista, perseguì ideali di riforma sociale e professò l’ideale di una condotta di vita in armonia con la natura, il rifiuto della monogamia, l’alienità a qualsiasi religione de la pratica di una dieta vegetariana.

Si trasferì sull’isola di Capri, dove trascorse tutta la sua vita e dove morì.

 Come pittore, fu un esponente indipendente del movimento dell’Art Nouveau e del Simbolismo. 

Le opere che dedica a Capri sono un trionfo di esaltazione della natura con accenni simbolisti legati anche alla grande passione dell’artista per la teosofia. 

Il nostro breve viaggio tra arte e natura a Capri finisce qui consapevoli che la storia dell’incontro tra natura e arte a Capri è ben più lunga ma per ora accontentiamoci di un primo fulmineo sguardo …

 

 

articolo apparso sul mensile #Natura dell’Arma dei Carabinieri 

2017-10-07T01:28:20+00:00

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