Azzedine Alaïa, addio

«Il fondoschiena è il centro della seduzione femminile»
Azzedine Alaïa

Azzedine Alaïa nacque a Tunisi nel 1940, di umili origini, in tenera età iniziò a lavorare come assistente di un sarto, si trasferì a Parigi nel 1957 per lavorare nel campo del design della moda e fu subito assunto da  Christian Dior, per lavorare con Guy Laroche per due stagioni e poi con Thierry Mugler.
Apre il suo primo atelier negli anni sessanta nell’appartamento in rue de Bellechasse, sulla Rive Gauche della Senna e realizza abiti per diverse donne di spicco dell’alta società francese come Marie-Hélène de Rothschild e Louise de Vilmorin.


Fu lui a lanciare Naomi Campbell che piccolissima, solo 14 anni, si affacciava al mondo della moda, Alaïa considerava il suo corpo una scultura, la bellezza statuaria e selvaggia di Naomi era in perfetta linea con il suo stile.
Fu uno dei primi  ad usare pelli come il coccodrillo selvaggio, realizzando trasgressivi corsetti in pelle o l’abito di crini di cavallo che sembra volare.

Un altro suo fiore all’occhiello è stata la maglia che disegna il corpo femminile come fosse un abito, l’’uso spregiudicato della pelle lavorata e finemente traforata quasi a creare effetti ottici simili a ricami, l’ uso della viscosa elasticizzata per creare abiti fascianti ,  ne fanno uno dei più innovativi e modernissimi couturier contemporanei.


Marchi come Balmain sono chiaramente una rivisitazione esagerata delle sue intuizioni, così come la moda di Roberto Cavalli trova il suo prototipo in Azzedine Alaïa che è stato il primo a capire le infinite potenzialità della lavorazione della pelle .

Con Alaïa se ne va un pezzo fondamentale della storia della moda, inventore e caposcuola di uno stile unico.

2017-11-18T20:21:27+00:00

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