Diana Vreeland, l’iperatrice della moda

“L’eleganza è innata e non ha niente a che fare con l’essere ben vestiti”. Diana Vreeland

Diana Vreeland (1903-1989) è una donna a cui il mondo della moda e dell’ editoria deve molto perché è stata lei l’inventrice di quel prezioso lavoro di fashion editor senza il quale la comunicazione della moda perderebbe di senso, chi sa cosa penserebbe lei,oggi, di questo pullulare continuo di influencer, fashion blogger, ecc…Tutte invasate di moda, moda, moda ma che non sanno nemmeno lontanamente cosa sia l’eleganza e che sembrano più che altro delle debuttanti di un circo equestre,  complici gli stilisti i  nuovi creativi,  che sono diventati, non tutti per fortuna, molto circensi e senza una vera idea dell’eleganza.
Diana Vreeland nasce a Parigi nel 1903 e si trasferisce presto con la famiglia a New York, nel 1936 viene scoperta da Carmel Snow, che la vede ballare una sera al St. Regis in Chanel. Inizia così la collaborazione con la rivista “Harper’s Bazaar”, di cui diventa fashion editor .
Qualche anno fa una bella mostra a Palazzo Fortuny di Venezia presentó al pubblico i numeri di Harper’s Bazaar segnati dalla collaborazione tra Vreeland e Alexey Brodovitch, che ha rivoluzionato la grafica delle riviste di moda.


Molti numeri di Vogue con le modelle scelte dalla Vreeland che reinventa l’immagine femminile. Abiti che appartengono alla storia della moda e che testimoniano l ‘idea che Diana Vreeland aveva della moda, capi di Yves Saint Laurent e Givenchy indossati da Diana Vreeland, provenienti dal Metropolitan Museum of Art di New York, alcuni straordinari pezzi di Balenciaga di proprietà del Cristóbal Balenciaga Museum, le creazioni più iconiche di Saint Laurent della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent.
Abiti preziosi che hanno segnato la moda del secolo appena passato, provenienti da prestigiose collezioni private e archivi aziendali, fra cui capi di Chanel, Schiaparelli, Missoni, Pucci,Valentino quando questi nomi corrispondevano realmente agli autori e non come oggi dove questi nomi corrispondono solo ad un brand e a disegnare sono più o meno talentassi creativi che non potranno mai essere ciò che fu davvero Valentino o Balenciaga.
Alla Vreeland piacciono le bellezze non convenzionali , i nasi pronunciati che conferiscono personalità sceglie infatti volti che sono rimasti poi nella storia della moda come Twiggy ,Benedetta Barzini, Veruschka Barbra Streisand e Cher.

Sofisticata ,rigorosa e visionaria non solo s’inventa una professione ma la moda segue i suoi umori , le sue suggestioni , insomma e’ una che detta le regole dello stile , temuta ed adorata . Nei primi anni 60 diviene la direttrice di “Vogue”, troppo brava , intelligente,volitiva ed autoritaria si attira le invidie di molti e viene lincenziata ma Thomas Hoving, direttore del Metropolitan Museum of Art di New York, la chiama al Costume Institute in qualità di Special Consultant. Dopo la rivoluzione a “Vogue” , anche il periodo al Met sarà segnato in modo indelebile dallo stile delle sue mostre di moda.

Muore nel 1989, a New York. Richard Avedon ha detto di lei: “Diana ha vissuto secondo una disciplina governata dall immaginazione .Nessuno l’ ha eguagliata”.
Diana Vreeland , una donna che ha fatto dello stile la sua ragione di vita, creatrice di tendenze, con i suoi inseparabili grossi bracciali rigorosamente uguali ha saputo creare una pagina indimenticabile di storia della moda.

2017-12-01T12:32:15+00:00

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