Antonio Montariello, identità di un grande artista

Antonio Montariello, classe 1967 nasce a Napoli, uomo schivo, per certi versi riservato è un’ artista che merita grande attenzione per la qualità del suo lavoro. Poliedrico e raffinato, Montariello trasporta sulla tela la sua passione per la costruzione spaziale, le sue composizioni sono infatti sempre perfettamente calibrate, conservando un’ armonia che talvolta Montariello si diverte a scomporre e in qualche modo a dissacrare. Concettuale ma anche figurativo, la realtà,  nel suo tratto talvolta nervoso e drammatico, diventa incisione compositiva pura.
Scompone, smaterializza ma poi ritorna ad una purezza di tratti, ad un’evanescenza sottile come nel dipinto, stupendo, Tunnel. Il suo, come lui stesso confessa,  è un lavoro sull’identità, l’uomo solitario che spesso compare nelle sue opere è un segno, un tratto di identità possibile, una presenza oscura ma drammaticamente presente,  per questo e per l’appena evocata drammaticità del suo tratto, ricorda Mario Giacometti. L’arte è la sua vita, l’ha respirata sin da bambino e come tutti i grandi artisti conserva geloso nel suo intimo il suo essere infantile, talvolta insicuro, talvolta inespugnabile ma sempre vero e ironicamente verace e da buon napoletano anche ironico. Artista  introspettivo e delicato trasporta tutto il suo mondo nel suo lavoro che profuma di una raffinata ricerca d’identità.

Provieni da un ambiente dove si è sempre respirato arte, ci racconti?

Si,vivevo in una casa con un grande giardino a Napoli la sera mio padre rincasava con i suoi amici, attori,registi,suoi colleghi architetti,galleristi,i soliti erano Antonio Neiwiller (con il suo gruppo della compagnia dei mutamenti tra cui Tonino Taiuti e Silvio Orlando poi) fotografi,artisti internazionali, perché spesso da noi arrivava Lucio Amelio con persone sconosciute e straniere che poi negli anni si sono rivelate grandi artisti, io ragazzino facevo le ore piccole con gli occhi sbarrati a vedere performance e musiche che adesso appartengono alla mia memoria.


Come hai cominciato a dipingere?

Ho iniziato piccolissimo insieme ai miei fratelli, le pareti della nostra camera da letto erano bianche perche noi potessimo esprimerci in qualsiasi modo,i primi segni che ogni bambino fa quando ha un pennarello in mano. Nel tempo poi avendo mio padre il suo  studio di architetto  contiguo a casa ,divenne naturale il passaggio dopo scuola per incollare i retini dei suoi progetti e iniziare a mettere le mani sui plastici fatti di balsa e sughero.

Cosa ti piacerebbe trasmettere con le tue opere?

Probabilmente il senso di disagio che ho per la mia identità e per l’identita collettiva che è poi senso comune di approfondimento del “senso di stare al mondo”, e quindi, il problema identitario e personale diventa problema cosmico rispetto al sentirsi parte comune perché siamo tutti collegati.

Il tuo artista preferito da ragazzo?

Ricordo come fosse oggi mio padre con Lucio Amelio, in galleria a piazza dei Martiri per scegliere le Marilyn di Wharhol, quindi credo che Wharhol sia stato il primo a coinvolgermi in questo mondo,  naturalmente  non posso non sentire sulla pelle ogni artista che vedo,Picasso,Piero Della Francesca,e Michelangelo sono  ai primi posti del mio intimo.

http://www.antoniomontariello.comVenerdì 8 dicembre fino all’11 Antonio Montariello esporrà alla Galleria Restelliartco http://www.restelliartco.com

Virginia Zullo

2017-12-04T16:20:50+00:00

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