Il velo strappato dell’occidente

Viaggio intorno al velo nei costumi tipici del Nord Africa e il corpo femminile in occidente

 

È notizia di questi giorni di un giudice di Bologna che ha allontanato un’ avvocatessa di origine marocchina di religione musulmana che indossava il velo in un Tribunale di Bologna.

Sempre notizia di questi giorni: una giovane vergine mette in vendita la propria verginità, il proprio corpo inviolato. Il tar ha giustamente sentenziato che l’avvocatessa marocchina “Potrà tornare con hijab” in tribunale ed esercitare la sua professione, sulla verginità in vendita nessun tar potrà pronunciarsi ….

Al giudice bolognese consiglieri di guardare attentamente queste foto ( veri e propri documenti ) risalenti agli inizi del novecento. Lo studio attento dimostra un fatto incontrovertibile e cioè che il capo velato e talvolta la copertura del volto fanno parte di un costume tipico di tutte le antiche tribù del Nord Africa .

Vi erano, a seconda delle zone e delle tribù di appartenenza, differenze di colori , stoffa e fattura ma resta un comune denominatore : la necessità della donna di coprirsi perché considerata un essere fragile da proteggere , la cui bellezza era da tutelare e difendere consacrata ad un solo uomo che poteva scoprirla ed avere la sua verginità .

Questa idea di femminilità non corrisponde certamente agli odierni canoni occidentali per cui una donna può mostrarsi come meglio crede ed avere tutti gli uomini che desidera. Tale eccessiva libertà mi pare le si sia rivoltata contro se si analizza attentamente l’ondata di puritanesimo ( giustificatissimo ) che vede tante attrici e subrette, notoriamente votate al culto dell’esposizione del loro corpo e dell’ immagine, che ad un certo punto si sono accorte che il loro corpo era diventato  merce di scambio che un qualsiasi produttore o potente di turno può  usare in cambio  di una promessa di celebrità. Siamo libere e dunque il prezzo da pagare è stato anche questo …

velo algerino moderno

Ma voliamo dalla emancipata e ricca America all’ amata povera  Africa e,  prima che il mio mal d’Africa mi riporti in quelle terre, analizziamo la bellezza del costume tipico algerino: è bianco, il volto è coperto da un delicato, delizioso fazzoletto ricamato a mano , di una dolcezza e delicatezza sinonimi di una concezione della femminilità appunto come essere puro, fragile, dolce, candido. Un candore che l’Occidente sta ora reclamando come valore , un candore che ad Asia Argento a sedici anni è stato strappato in virtù di una libertà che non sempre si sa gestire di fronte ad un voglioso produttore che può realizzare il tuoi sogni .

velo algerino

costume algerino antico

abito zona egiziana antico

C’è poi il costume tipico della zona egiziana, scuro, con il velo anch’ esso fatto a mano come una griglia e un manufatto di legno , ormai scomparso , che lo univa dalla fronte al mantello.

Ci sono poi le donne di etnia berbera , Imazighen (al singolare Amazigh), che significherebbe in origine “uomini liberi” . Etnia originariamente restia alla religiosità di qualsiasi tipo , aveva una struttura sociale matriarcale . Conservano una loro lingua, il berbero,  e loro codici estetici comportamentali molto antichi, civiltà votata all’artigianato di altissima qualità.

costume donna berbera

abito donna berbera

abito berbero

abito berbero

Per le donne il costume tipico prevede sempre il capo velato ma abbellito da monili, orecchini, argento lavoratissimo, manufatti meravigliosi. La religione dell’etnia berbera non era l’Islam solo in seguito si sono convertiti, erano loro i veri africani, gli uomini liberi del deserto , senza religione, i veri emancipati cioè coloro che non hanno religione , non hanno padri da uccidere , non hanno profeti .Basta vedere le guerre delle  tre religioni monoteiste con il loro tre profeti Mosè, Maometto e Gesù, che ancora oggi continua nella contesa di Gerusalemme e nella rinnovata mano armata in nome del dio musulmano.

La storia di un abito  nato dall’esigenza di proteggere capelli e viso dal vento del deserto e dal suo caldo insopportabile, con l’Islam di Maometto non ha niente da spartire e solo in seguito il velo protettivo diviene simbolo religioso e talvolta anche strumento di lotta politica come è accaduto recentemente in Iran. La protezione del velo come fatto ambientale diviene simbolico di una femminilità da proteggere , tutelare , conserverei nella sua purezza . Ancora oggi nell’africa islamica il corpo delle donne quando muoiono non può essere toccato perché legato ad un’idea di sacralità.

abito tipico zona egiziana

Ad ogni modo quest’idea ancestrale della femminilità non è nemmeno supportata dal Corano, non vi è infatti nessun passo del testo sacro dell’Islam dove si faccia riferimento al velo . Pertanto fare il processo al velo nel mondo arabo musulmano è come fare il processo ad un idea antichissima di femminilità, ad un modo di vestire specchio di una cultura pre-islamica. Non si può processare un abito che, come vuole l’etimologia,  àbito : dal lat. habĭtus -us, der. di habere che significa comportarsi, perché allora si dovrebbe processare anche il comportamento della vergine in vendita Per nostra fortuna i processi , le inquisizioni e la caccia alle streghe sono un’ antica brutta pagina dell’altra  religione monoteista quella  del profeta Gesù…

Dunque, rispetto incondizionato e assoluto per l’avvocatessa marocchina che indossa  il velo tipico della sua terra d’origine, velo ora erroneamente identificato solo come appartenenza alla religione musulmana ma la cui origine si perde nella notte dei tempi , quando anche le concubine dei sultani si nascondevano il volto ammiccanti e seduttrici come non mai . Che lo si voglia o no la seduzione passa anche attraverso il farsi scoprire, il velarsi , il non essere tutta esposta allo sguardo dell’altro che è un modo per attestare il potere della femminilità, altro che sottomissione.

L’antico pudore delle donne libere Imazighen( berbere) in una società matriarcale, solitarie , sacerdotesse della casa e detentrici del potere prima dell’avvento del patriarcato delle religioni monoteiste , sapienti tessitrici di tappeti , detentrici dell’economia , insegni qualcosa al così detto occidente emancipato dove le vergini sono talmente libere da mettersi all’asta come un oggetto …Difendo la libertà di indossare il velo e non di chi si mette in vendita, se questa è la deriva dell’emancipazione femminile occidentale, allora preferisco stendere un velo pietoso sul corpo della vergine quella in vendita non quella della madre di Gesù anch’essa rappresentata nell’iconografia cristiana sempre con il velo perché abitava in quelle terre ora divenute teatro di discordia e contesa …

 

 

2018-01-18T13:18:04+00:00

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