ADDIO AD HUBERT DE GIVENCHY

Il couturier scompare a 91 anni: con lui si chiude una pagina indimenticabile della storia del costume.

di Chiara Caputo Sibilla

Se n’è andato nel sonno, lo scorso 10 marzo, monsieur Hubert de Givenchy. La notizia, diramata oggi dal compagno, il couturier Philippe Venet, ha già fatto il giro del mondo. Uno dei nomi più altisonanti nel firmamento della moda, l’aristocratico conte de Givenchy, classe 1927, aveva da poco festeggiato le novantuno primavere; una vita lunga e costellata da successi, a partire da quel lontano 1952, anno di fondazione dell’omonima maison, alla cui direzione creativa siede oggi Clare Waight Keller.

Givenchy rivoluzionò il corso della moda, regalando alle donne una nuova definizione di eleganza; tante le muse che, nel corso dei decenni, hanno indossato le sue creazioni iconiche, a partire da Audrey Hepburn, amica per la vita, che volle vestire Givenchy in due delle sue pellicole più celebri, Sabrina e Colazione da Tiffany. Sontuosa eleganza e glamour timeless nel tubino nero, capo principe per eccellenza che lega l’attrice al couturier.

Hubert James Marcel Taffin de Givenchy era nato a Beauvais il 21 febbraio 1927 da una famiglia blasonata di lontana discendenza italiana. Hubert ha un fratello maggiore, Jean-Claude: sarà lui a divenire, più tardi, presidente della linea di profumi della maison. L’amore per il bello è innato nel giovane, che, appena diciassettenne, si trasferisce a Parigi contro il volere della famiglia: qui studia presso l’École des Beaux-Arts. Nel 1945 è apprendista presso Jacques Fath, successivamente da Robert Piguet, Lucien Lelong ed Elsa Schiaparelli.

Un ritratto dello stilista

Audrey Hepburn in Givenchy nel film “Colazione da Tiffany”, 1961

Un modello Givenchy in uno scatto di Henry Clarke, 1952

Nel 1952 fonda la casa di moda che porta il suo nome: il resto è storia. Il successo fu immediato, a partire da quella prima collezione, destinata ad entrare nel mito. Icona di riferimento fu la mannequin Bettina Graziani, a cui dedicò la celebre blusa. Tanti i must have di una maison unica, dalla gonna a palloncino alla linea a sacco, fino agli abiti baby doll: una moda misurata, che rifuggiva gli eccessi, riuscendo ad imporre un nuovo concetto di eleganza, ormai indimenticabile.

Ad adorare lo stile di Givenchy una lunga lista di icone, da Mona von Bismarck a Marlene Dietrich, da Lauren Bacall a Grace Kelly e alla duchessa di Windsor, fino a Jacqueline Kennedy Onassis, Babe Paley, Lee Radziwill, Pauline de Rothschild, Diana Vreeland. Nel 1954 arriva la prima collezione di prêt-à-porter, seguita, nel 1969, dalla prima collezione dedicata all’uomo. Indimenticabili anche le fragranze, come L’Interdit, e Amarige, profumo iconico che nasce dall’anagramma di Mariage.

Uno stile unico, quello sdoganato dal couturier, entrato di diritto nei libri di storia: uomo di rara classe e cultura, il conte Hubert fu incluso nella Hall of Fame dell’International Best Dressed List nel 1970. Nel 1995 il ritiro dalle scene; tanti furono i nomi che si susseguirono alla direzione creativa della maison, da John Galliano ad Alexander McQueen, da Riccardo Tisci a Julien Macdonald.

Il couturier con Audrey Hepburn, sua musa prediletta

Una sfilata Givenchy, anni Cinquanta

Hubert de Givenchy era nato a Beauvais il 21 febbraio 1927

2018-03-12T22:12:49+00:00

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